Nel 2000, attraverso il reimpianto del vecchio vigneto di famiglia, a Nurallao, abbiamo dato vita al sogno Vigneto Santu Teru, un vero e proprio paradiso di vitigni autoctoni quali Cannonau, Bovale sardo (Muristellu), Barbera sardo, Nasco e l’internazionale Syriah.
La coltivazione è biologica, nel rispetto della naturalità delle cose, senza alcun apporto della chimica;
lo stesso avviene durante la produzione del vino così da garantire un vino biologico artigianale e di qualità ineccepibile.
Nel 2000, attraverso il reimpianto del vecchio vigneto di famiglia, a Nurallao, abbiamo dato vita al sogno Vigneto Santu Teru, un vero e proprio paradiso di vitigni autoctoni quali Cannonau, Bovale sardo (Muristellu), Barbera sardo, Nasco e l’internazionale Syriah.
La coltivazione è biologica, nel rispetto della naturalità delle cose, senza alcun apporto della chimica;
lo stesso avviene durante la produzione del vino così da garantire un vino biologico artigianale e di qualità ineccepibile. La vendemmia è svolta manualmente: l’uva viene prima pigiata, diraspata, e successivamente
riposta in piccoli tini; in questi viene lasciata a fermentare spontaneamente con lieviti naturali contenuti nella buccia e propri del terreno dove nasce.
Dopo la spremitura, si ha la fermentazione malolattica in piccole botti di rovere. Dopo due travasi il vino rimane ad affinare per circa 12 mesi e viene messo sin vendita solamente dopo che sono trascorsi almeno 3 mesi dall’imbottigliamento.”
Ad oggi sono in produzione due vini, entrambi rossi e biologici, l’Abarè e il Gurè.
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