

La seada (oppure sebada e sevada in sardo) è un piatto tipico della tradizione sarda dolciaria a base di semola, formaggio; si serve fritta e condita con miele.
Confezione: 4 seadas, circa 400 gr
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La seada (oppure sebada e sevada in sardo) è un piatto tipico della tradizione sarda dolciaria a base di semola, formaggio; si serve fritta e condita con miele.
Confezione: 4 seadas, circa 400 gr
Le seadas sono un prodotto tradizionale fatte col formaggio di pecora, la loro origine sarà dunque da ricercare nelle zone dell'isola da sempre legate alla cultura pastorale, ossia l'area tra il Campidano, Barbagia, Ogliastra, Logudoro, Gallura e le Baronie.
La seada è attualmente considerata un dolce da fine pasto o da colazione, anche se in origine rientrava tra le pietanze principali tanto da poter sostituire un secondo.
Gli ingredienti: semola, strutto animale, formaggio fresco acido (in sardo "casu furriau", in gallurese "pischedda"), miele (meglio se di cardo o eucaliptus) ed eventualmente scorza di limone grattugiata.
Il formaggio può talvlta essere vaccino (come le seadas al casizolu), ma la ricetta originale nasce con il formaggio di pecora, ideale nella preparazione di questo piatto ancestrale. Nel caso si utilizzi il formaggio vaccino, questo va fatto inacidire senza farlo passare per la salamoia, lasciandolo a temperatura ambiente.
È acido al punto giusto quando, riscaldato, fila.
Per la variante con formaggio cotto, il formaggio va tagliato a scaglie e disciolto in un tegamino con una piccola quantità di latte perché non si attacchi e quindi una volta sciolto va addizionato di scorza di limone grattugiata.
Col formaggio si realizzano dei piccoli dischi di circa 12-15 cm di diametro e 8 mm di altezza. Per la variante con formaggio crudo, quest'ultimo viene grattugiato grossolanamente o più semplicemente tagliato a schegge e addizionato della scorza di limone grattugiata.
La sfoglia (semola sarda, acqua e strutto) viene poi lavorata finemente. Sulla sfoglia si pongono i dischi di formaggio, li si ricopre con un'altra sfoglia e si fanno dei "ravioloni" tondi, con un margine di 4-5 millimetri eccedente il diametro del disco di formaggio, eliminando bene l'aria dall'interno della seada.
Buon appetito!
Scheda tecnica
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